Livello 2 · locale
Le Unità Locali di Salute (ULS)
In ItaliaLa ULS assomiglia a un'ASL che comprende anche i propri ospedali (come molte Aziende USL), con le cure primarie organizzate al suo interno. Manca però il livello della Regione: le ULS rispondono direttamente agli enti nazionali.
Cinquant'anni in nove tappe
Tre movimenti si intrecciano: i centri di salute che diventano équipe autonome (fino alle USF), il raggruppamento territoriale (ACES) e l'integrazione con l'ospedale (ULS), che dal 2024 chiude il cerchio.
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1971
I primi centri di salute
La riforma del Ministero della Salute (DL 413/71) crea i centri di salute di «prima generazione», orientati alla sanità pubblica e alla prevenzione.
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1979
Nasce il SNS
La Lei 56/79 crea il Serviço Nacional de Saúde, universale e gratuito, un anno dopo la legge 833/1978 italiana.
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1983
Seconda generazione
I centri di salute integrano i servizi medico-sociali delle casse previdenziali: nasce la carriera di medicina generale e il medico di famiglia per ogni cittadino.
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1999
Terza generazione e prima ULS
Il DL 157/99 immagina centri di salute con piccole équipe autonome. Lo stesso anno nasce la prima ULS, a Matosinhos (DL 207/99), come esperimento di integrazione ospedale–territorio.
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2006
Le prime USF
Con la Missão para os Cuidados de Saúde Primários, le équipe si candidano volontariamente: nel 2006 aprono le prime USF. Il DL 298/2007 dà loro il regime giuridico, con i modelli A, B e C.
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2008
Gli ACES
Il DL 28/2008 raggruppa i centri di salute in ACES (simili ai distretti), dotati di autonomia amministrativa e divisi in unità funzionali: USF, UCSP, UCC, USP e URAP.
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2008–2012
Altre ULS, caso per caso
Nascono ULS in territori soprattutto dell'interno (Alto Minho, Guarda, Baixo Alentejo, Castelo Branco, Nordeste, Litoral Alentejano). Restano un'eccezione: 8 in tutto.
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2022
Nuovo Statuto e Direzione Esecutiva
Il DL 52/2022 approva il nuovo Statuto del SNS e crea la Direção Executiva (DE-SNS), operativa dal 2023.
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2024
ULS ovunque, ARS estinte
Dal 1° gennaio 2024 (DL 102/2023) ospedali e ACES di tutto il continente sono fusi in 39 ULS. Gli ACES si estinguono come enti autonomi; le cure primarie diventano un'area della ULS. Dal 1° ottobre 2024 (DL 54/2024) si estinguono anche le cinque ARS.
Il modello di oggi
Ogni ULS ha un consiglio di amministrazione nominato dal Governo, con un direttore clinico per l'ospedale e uno per le cure primarie. Riceve un finanziamento annuale con un contrato-programa, calcolato in buona parte per assistito (quota capitaria corretta per il rischio) e non solo per prestazione.
Le cure primarie restano organizzate in centri di salute e, al loro interno, in unità funzionali: USF, UCSP, UCC, USP e URAP. La ULS firma con ciascuna USF una carta de compromisso triennale.
Le ARS, le cinque amministrazioni regionali dello Stato che fino al 2023 gestivano risorse e contratti, sono state estinte il 1° ottobre 2024 (DL 54/2024). Le loro competenze sono passate soprattutto ad ACSS (contratti e finanziamento), DE-SNS (supporto alle USF, pianificazione) e DGS (sanità pubblica); alle ULS gli investimenti del PRR nelle cure primarie.
39
ULS nel continente dal 1° gennaio 2024: 31 nuove e 8 già esistenti (una riorganizzata). Fuori dal modello restano pochi ospedali specializzati, come gli istituti oncologici (IPO).
Cosa si guadagna
Percorsi più semplici tra medico di famiglia e ospedale, un unico bilancio per tutta la popolazione, incentivo a curare prima e meglio fuori dall'ospedale.
Cosa preoccupa le USF
Il rischio che, dentro un'azienda dominata dall'ospedale, le cure primarie perdano voce, budget e autonomia. È uno dei temi principali della USF-AN.